Alzarsi da una sedia sembra un gesto automatico, uno di quelli a cui non si presta attenzione finché non comincia a fare male, finchè non comincia ad essere difficoltoso. In realtà è uno dei movimenti più impegnativi per le articolazioni degli arti inferiori, in particolare per le ginocchia. Il problema sta nelle forze che si concentrano sull’articolazione nel momento esatto in cui i glutei si staccano dal sedile e il peso del corpo passa completamente sulle gambe.
Circa 4 milioni di italiani convivono con una diagnosi di artrosi al ginocchio. Per molti di loro, alzarsi dalla sedia è già nelle prime fasi della malattia il gesto quotidiano più doloroso, e spesso il primo segnale che qualcosa nell’articolazione sta cambiando.
Quanto pesa davvero alzarsi
Durante la fase di spinta per alzarsi da una sedia standard, alta in media 43-45 cm, il ginocchio sopporta un carico equivalente a circa tre o quattro volte il peso corporeo. Per una persona di 70 kg significa che ogni alzata scarica tra i 210 e i 280 kg di forza compressiva sull’articolazione femoro-tibiale.
Questi dati provengono da studi di biomeccanica pubblicati sul Journal of Biomechanics e confermati dalle ricerche del gruppo ortopedico dell’Università di Zurigo. La forza si concentra in particolare sul compartimento mediale del ginocchio e sulla cartilagine rotulea, le zone più soggette a usura nei quadri artrosici. Moltiplicato per le 40-60 volte in cui una persona si alza e si siede ogni giorno, il conto è pesante.
Cosa succede dentro il ginocchio quando ci alziamo
Nella fase iniziale dell’alzata, quando il busto si inclina in avanti e i piedi spingono sul pavimento, il quadricipite femorale genera una contrazione intensa per portare il corpo verso l’alto. In questo istante il tendine rotuleo tira sulla rotula, che comprime la cartilagine del solco trocleare del femore.
Nelle persone con gonartrosi, questa cartilagine è già assottigliata o irregolare. Il carico ripetuto accelera la degenerazione del tessuto. Il menisco mediale subisce una pressione che nel tempo causa microlacerazioni. I legamenti collaterali lavorano in tensione per stabilizzare l’articolazione, un affaticamento che si somma, giorno dopo giorno, a quello della cartilagine.
Il dolore che molte persone avvertono al ginocchio proprio nel momento di alzarsi non è casuale.
Cosa succede se si usa una sedia molto bassa?
Più il sedile è basso, più il ginocchio deve flettersi in partenza, e più alto è il picco di carico sulla cartilagine durante la spinta. Uno studio del Dipartimento di Bioingegneria dell’Università di Milano ha misurato che abbassare il sedile di soli 5 cm aumenta il carico sul compartimento mediale di circa il 18%.
Divani profondi e molto morbidi, poltrone troppo basse, sedie da cucina standard sono gli arredi di quasi tutte le case. La raccomandazione ortopedica standard prevede un’altezza del sedile che permetta un angolo al ginocchio di circa 100-110 gradi con i piedi appoggiati stabilmente a terra. Una posizione di partenza più aperta riduce il picco di carico e rende la risalita molto meno onerosa per l’articolazione.
Come si compensa la difficoltà ad alzarsi
Spesso e volentieri quando non ci si riesce ad alzare di colpo si usano alcuni escamotage, o compensazioni, ad esempio ci si spinge sul bracciolo con le braccia, ci si inclina da un lato, si parte con una gamba sola che sopporta tutto il peso. Sono adattamenti spontanei, comprensibili e quasi tutti sbagliati nel lungo periodo.
La spinta asimmetrica su un solo arto carica un ginocchio in modo anomalo, aumentando il rischio di perdita di equilibrio proprio nel momento di massimo sforzo. La trazione sui braccioli sovraccarica spalle e polsi, strutture spesso già fragili. Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, la caduta è la prima causa di ricovero per trauma negli anziani italiani, e il momento dell’alzata è tra i contesti a maggiore rischio statistico.
Queste compensazioni diventano abitudini, e le abitudini peggiorano la meccanica.
Il sistema Lift: come funziona nella pratica
Il meccanismo lift inclina il sedile in avanti e verso l’alto in modo progressivo, portando chi è seduto in una posizione quasi eretta prima ancora che le gambe debbano sopportare il peso del corpo. Non è una spinta dall’esterno, ma è un’uscita assistita dal punto peggiore della traiettoria, quello in cui il ginocchio lavora di più.
L’istituto tedesco Fraunhofer IPA ha misurato una riduzione del picco di carico articolare superiore al 60% rispetto all’alzata standard. Per questo il sistema lift è oggi tra gli ausili più consigliati in fase di riabilitazione post-chirurgica ortopedica e nei protocolli di gestione dell’artrosi avanzata.
L’importanza di non dover chiedere aiuto
La perdita di autonomia nel compiere gesti quotidiani ha conseguenze che vanno oltre il piano fisico, infatti esiste una correlazione diretta tra riduzione dell’autonomia motoria e aumento del rischio di depressione negli anziani. Dipendere da qualcuno per alzarsi dalla poltrona ogni mattina incide sull’autostima in modo che non si misura facilmente, ma che chi lo vive conosce bene.
Un ausilio che lavori in modo progressivo e controllato restituisce autonomia reale, riduce la necessità di assistenza e abbassa il rischio di caduta.
Cosa valutare nella scelta di un ausilio per la risalita come una poltrona relax
Prima di passare all’acquisto di una poltrona relax è necessario valutare alcuni fattori, per evitare di scegliere frettolosamente: il grado di autonomia residua, il peso corporeo, le patologie associate, lo spazio disponibile in casa e la frequenza d’uso. La consulenza di un tecnico con esperienza in ausili ortopedici, preferibilmente a domicilio, è il modo più efficace per non sbagliare al primo tentativo.
Le nostre soluzioni relax con sistema lift sono disponibili in diverse configurazioni, con la possibilità di provarle direttamente a casa.
Vuoi sapere se un ausilio per la risalita è adatto alla tua situazione? Vieni a trovarci nel nostro showroom o contattaci via mail o telefono.
Domande Rapide (FAQ)
La poltrona con sistema lift è sicura anche per chi soffre di vertigini o problemi di equilibrio?
Assolutamente sì. Il movimento del sistema lift (alzapersona) è progettato per essere estremamente fluido, lento e costante. A differenza di una spinta manuale che può risultare brusca, la poltrona accompagna il corpo verso la posizione eretta senza scatti, permettendo all’utente di mantenere sempre i piedi ben saldi a terra e riducendo drasticamente il rischio di giramenti di testa o perdite di equilibrio.
Qual è l’altezza ideale da raggiungere con il sistema di risalita?
L’obiettivo del sistema lift non è “sollevare” la persona in aria, ma portarla in una posizione in cui l’angolo del ginocchio sia superiore ai 100-110 gradi. In questo modo, quando si inizia a camminare, lo sforzo muscolare richiesto è minimo e la compressione sulla cartilagine è già ridotta del 60%. Durante la prova a domicilio, i nostri tecnici regolano l’alzo in base all’altezza specifica dell’utente.
Il meccanismo lift può essere utilizzato anche da persone con un peso corporeo importante?
Certamente. Le nostre poltrone relax sono dotate di motori certificati e testati per supportare diversi carichi. In fase di consulenza, valutiamo la struttura più adatta: esistono modelli rinforzati progettati specificamente per garantire la stessa fluidità di movimento e la massima durata nel tempo anche per portate superiori alla media, mantenendo la meccanica sempre silenziosa e sicura.
È difficile imparare a usare il telecomando per la messa in piedi?
Al contrario, la semplicità è uno dei punti di forza dei nostri ausili. Il telecomando presenta pochi tasti, grandi e intuitivi, spesso retroilluminati per essere visibili anche di sera. In genere, bastano due minuti di spiegazione durante la consegna per rendere l’utente completamente autonomo e sicuro nell’utilizzo di tutte le funzioni di relax e risalita.



















































































































































































































